Tunisi, 31 gen – “Elezioni, elezioni… si vota in Serbia, si voterà in Russia, negli Stati Uniti d’America e forse nuovamente ed anticipatamente in Italia.. Sempre accesi i conflitti mondiali endemici ai quali si é aggiunto, sanguinoso, e grave quello del Kenia che dopo burrascose e contrastate elezioni si avvia verso la guerra civile”. Con questo editoriale il Corriere di Tunisi apre il suo ultimo numero del 31 gennaio. “In Tunisia – si legge – il presidente Zine El Abidine Ben Alì ha ricevuto il corpo diplomatico inaugurando l’anno amministrativo 2008, ha riunito i governatori, ha ricevuto capi di Stato, ha pronunciato discorsi magistrali e con l’ausilio del primo ministro, del governo e dei dirigenti, del partito di maggioranza l’Rcd (il quale prepara attivamente il suo prossimo congresso) continua brillantemente, positivamente e con apprezzatissimi risultati la sua azione per il progresso ed il benessere dei suoi concittadini con particolare riguardo ai giovani ed agli anziani. L’articolo continua con un occhio di riguardo alla situazione italiana dove, scrive il giornale “‘tanto tuonò che piovve’”, il governo Prodi é caduto al Senato per i voti contrari di Dini e Mastella, suoi ex-alleati. Era una morte annunciata.
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