Milano, 8 feb – E le maschere si brevettano anche. Sono molte le aziende che utilizzano le classiche maschere della commedia dell’arte italiana come “testimonial” all’interno dei propri marchi. A parlar di Pulcinella, ce n’è per tutti i gusti: dai produttori di pizza (ma quella vera con mozzarella di bufala campana) ai surgelati, dal fine food dal sapore partenopeo al caffè, dalle patate di montagna fino alla pasta con i tradizionali ed intramontabili spaghetti. E il candore del costume della maschera napoletana per eccellenza ha ispirato anche produttori di detergenti, saponi e prodotti per il bucato. A Milano il corrispettivo di Pulcinella si chiama Meneghino: la sua immagine promuove riso e panettone. Arlecchino e il suo costume ispirano vernici, tovaglie, tovaglioli e fazzoletti di carta colorati, gelati e grappe venete, mentre la fidanzata Colombina è legata a fiori, piante e sementi, olio d’oliva e latte. E Carnevale vuol dire anche dolci tipici: c chiacchiere soprattutto, poi frittelle e zeppole. Nelle pasticcerie – rileva Epam, l’Associazione milanese dei pubblici esercizi dell’Unione del Commercio – a Carnevale sono i dolci tradizionali ad essere richiesti dai consumatori. Ma lo spirito carioca invade anche il Belpaese. Non solo nei carnevali storici di Viareggio, Venezia e Putignano ma anche in quello ambrosiano. Domani pomeriggio, in corso Garibaldi, l’Istituto Brasile-Italia organizza infatti la seconda edizione del Carnevale “brasiliano” per una sfilata al ritmo di samba e batucada.
(Grm)