Roma, 11 feb – Secondo Marco Minoletti il Pd, alla prossima tornata elettorale, deve intercettare “quell’ala di potenziali elettori che gravitano su orbite lontane dalla politica” e la “massa di potenziali elettori che nel 2006 avevano votato Ulivo e che ora sono incerti sul da farsi”. E questo lo può fare e vincere, “è necessario un salto di qualità che sappia riempire il vuoto che lo separa dalle promesse d’innovazione e di cambiamento”. Pensare d’impostare la campagna elettorale in maniera classica, cioè, mobilitando lo zoccolo duro dell’elettorato fedele ai singoli ex schieramenti può solo significare la sconfitta di Davide, afferma Minoletti. “In Italia Davide deve tenere anche in dovuto conto gli avamposti all’estero. L’innovazione del Pd all’estero non può e non deve limitarsi alla creazione dei circoli esteri, ma deve tener conto della loro portata storica all’interno del fragile scenario politico europeo in costruzione, deve tener conto dei loro suggerimenti in quanto i circoli sono inseriti in contesti socio-culturali diversi e quindi in grado d’innestare nell’albero in crescita nuovi stimoli e nuovi contenuti”. Tutto ciò, secondo Marco Minoletti, il PD lo deve tenere in conto insieme al fatto che “la sconfitta di Golia all’estero è già da inscriversi nella natura delle cose, poiché chi vive fuori del ‘bel paese’ è meno condizionabile dalla propaganda dei media nostrani che, come noto, sono nelle mani dei soliti venditori d’illusioni e più suscettibile ai giudizi del vicino di casa, che spesso si ostinano a mettere in cattiva luce i lati più oscuri dell’Italia”. E propone, Minoletti, uno slogan per la campagna elettorale del PD in Europa: “‘partiamo dall’Europa per cambiare l’Italia’ con un chiaro e ovvio riferimento al sistema elettorale ed ai rapporti di leale contrapposizione tra le forze politiche presenti nel parlamento”. In Europa il PD, “che è l’espressione più compiuta dell’associazionismo, sarà forte se continuerà a radicarsi tra la gente, se sarà vicino, come sinora ha fatto, ai problemi dei cittadini, diventando un punto di riferimento e di incontro tra le generazioni, tra le aspettative a breve e lungo termine”.
(Cep)