Roma, 13 feb – Si riducono le distanze tra l’Italia e la Cina. Lo scorso 26 gennaio infatti, l’Isiao, l’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, e il Sampu, la Scuola di Archeologia e Museologia dell’Università degli Studi di Pechino, hanno firmato un documento d’intesa al fine di promuovere la cooperazione e lo scambio nell’ottica della reciproca crescita e della conoscenza comune. Dopo il progetto di traduzione in cinese e l’ imminente pubblicazione di “Indo-tibetica”, opera di Giuseppe Tucci in sette volumi, si rinnova e si rafforza il rapporto di collaborazione sull’asse italo-cinese, che riconosce nell’IsIAO un indiscusso volano di promozione culturale.
La firma dell’intesa tra le due istituzioni, si legge nel documento, nasce dall’esigenza e dalla volontà di ³promuovere e facilitare la condivisione di conoscenze accademiche² ed avviare una più fitta e proficua cooperazione. “L’intesa – sottolinea il professor Francesco D’Arelli, direttore della biblioteca e dell’editoria di Isiao – vuole dare stabilità ai buoni rapporti tra l’Isiao e l’Università di Pechino. Questo documento rappresenta inoltre, una condizione di esclusività che la Cina riconosce al nostro istituto affinché si possa intervenire nella conservazione ed il restauro di alcuni siti religiosi tibetani visitati da Giuseppe Tucci tra gli anni ’30 e gli anni ’40 del novecento, di cui l’Isiao conserva una vastissima testimonianza fotografica”. L’accordo, che è stato firmato da Gnoli e dal Professor Zhao Hui, direttore del Sampu, porterà alla comune pianificazione di programmi di studio, all’organizzazione di eventi di studio e seminari, alla possibilità di condividere il rispettivo patrimonio bibliografico e, cosa da non trascurare, all’utilizzo delle nuove tecnologie come supporto di lavoro per i progetti che i due enti porteranno avanti.
(SEGUE)