Roma, 14 feb – A margine della pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale Europea della proposta del riconoscimento del marchio per STG (specialità tradizionale garantita) della pizza napoletana, è intervenuto il presidente del Comitato ministeriale per la Tutela del Pizza Napoletana, Rosario Lopa, che ha spiegato come, dopo essersi fatto promotore dell’iniziativa “il comitato sta predisponendo la possibilità che siano previste attività di formazione per tutelare la professionalità dei nostri pizzaioli. Ormai in tutti i paesi del mondo – continua Lopa – l’alimento pizza è presente ma non è prodotto con i giusti elementi e con le dosi più equilibrate, indispensabili per una corretta alimentazione e per proseguire, nel modo più opportuno, i canoni della ricetta tradizionale partenopea. Gli ingredienti base della pizza sono essenzialmente poveri e di facile reperibilità (farina, pomodori, mozzarella) e consentono una preparazione veloce purché si impieghi una tecnologia avanzata e uno specifico know how”. Lopa spiega che “bisognerà organizzare corsi per dare la possibilità a giovani interessati alla ristorazione di apprendere la professione del pizzaiolo e prepararli ad un inserimento nel tessuto sociale/economico della ristorazione stessa. Questa considerazione si è evidenziata maggiormente in relazione alle ricerche di opportunità di recupero, mirato e valido ad offrire una concreta risposta ad una richiesta specifica espressa nel settore turistico e ristorativi”. La pizza infatti, suggerisce il presidente del Comitato, “è anche un grande business. Nel nostro Paese si vendono ogni anno nelle oltre 40 mila pizzerie più di un miliardo e mezzo di pizze tipiche al piatto, che muovono un giro d’affari di sei miliardi e trecento milioni di euro, con un indotto che supera i 15 miliardi di euro. (SEGUE)