Milano, 15 feb – Otto giorni, 103 sfilate, 223 marchi, circa
2000 giornalisti e più di 15.000 operatori provenienti da tutto il mondo. Sono
cifre mirabolanti quelle della settimana della moda milanese, che aprirà i
battenti a partire da venerdì 16 febbraio. Un evento atteso da addetti ai
lavori, celebrità e aspiranti tali, che si riverseranno in massa all’ombra del
Duomo per studiare le ultime novità proposte dagli stilisti per il prossimo
inverno. Serratissima la tabella di marcia delle passerelle, accompagnata anche
quest’anno dalle immancabili polemiche tra i designer. Tutti intenzionati a
presentare le proprie creazioni nei giorni clou della kermesse – quelli
centrali – prima della “fuga” annunciata (malcostume inaugurato a suo
tempo dalla direttrice di Vogue America, Anna Wintour) dei giornalisti,
perennemente in partenza. Armani, Gucci, Prada, Fendi, ma anche Moschino,
Versace Ferragamo, Cavalli, Trussardi, Krizia, Blumarine e tantissimi altri si
alterneranno in una frenetica girandola di appuntamenti, che metterà a dura
prova la viabilità della città e la pazienza dei milanesi. Chi non avrà modo di
assistere alle sfilate, potrà comunque seguirle in giro per la città grazie a
quattro i maxi schermi (in Piazza San Babila, Piazza Croce Rossa, Piazza Carlo
Magno e Piazza Duomo) che le trasmetteranno in tempo reale. A chiudere la
maratona meneghina saranno sei nuovi talenti, che debutteranno grazie al
progetto promosso dall’associazione no profit ‘White Club’ a sostegno di
stilisti emergenti meritevoli. In passerella, sabato 23, gli abiti di Klavers
Van Engelen dai Paesi Bassi, di Kristian Aadnevik dalla Gran Bretagna, di Mikio
Sakabe dal Giappone, di Milia M. dal Libano, di Steinnun dall’Islanda e
dell’taliano Soft Core. Accomunati tutti da significative esperienze alle
spalle, dall’apprezzamento dei buyer internazionali e dalla volontà di
integrarsi nel nostro sistema produttivo, questi outsider costituiscono un vero
e proprio pool internazionale di creativi, con proposte unanimemente ritenute
valide per il tessuto industriale italiano. “Il futuro è nelle mani dei
giovani, solo loro hanno quelle capacità di creare innovazione a 360 gradi, per
noi fondamentale” ha spiegato Mario Boselli, presidente della Camera
Nazionale della Moda Italiana, che assieme al Comitato Lombardia per
Con una ricca serie di eventi, che promettono di allietare il soggiorno dei
tantissimi visitatori, Milano si conferma vetrina mondiale del Prêt-à-Porter
femminile e ambasciatrice della cultura italiana nel mondo: oltre a un atteso
party che festeggerà il cinquantesimo anniversario della fondazione della
Camera Nazionale della Moda Italiana, Palazzo Reale ospiterà anche due
interessanti mostre: “L’Arte delle Donne. Dal Rinascimento al
Surrealismo” e “Giacomo Balla: modernità del Futurismo”. In
mostra anche gli splendidi disegni di Alberto Lattuada presso
Catella e le opere di Wilhelm von Gloeden nelle sale di Palazzo della Ragione.
(Grm)