Roma, 18 feb – “Inglobate Forza Italia, Alleanza Nazionale e alcune insignificanti formazioni marginali nel Partito della Libertà (Pdl), nato al fulmicotone nel centrodestra dalla febbricitante fantasia di Berlusconi come reazione al Partito Democratico (Pd) di Walter Veltroni sul versante dei riformisti di centrosinistra, si sono improvvisamente frantumate le speranze e le strategie del centrodestra (ormai molto più destra che centro). Le trionfalistiche certezze di vittoria elettorale che due settimane fa avevano indotto i partiti d’opposizione, rafforzati con un pugno di transfughi dalla maggioranza, a respingere ogni richiamo della logica e della decenza democratica e costringere al ricorso alle urne a tamburo battente, sono evaporate”. Lo scrive il senatore Nino Randazzo, eletto nel 2006 nelle liste dell’Unione nella circoscrizione estera, in un articolo pubblicato dai quotidiani australiani “Il Globo” di Melbourne e “La Fiamma” di Sydney. “E’ stato il sabato di un’autentica svolta – scrive Randazzo – già prevista dalla sensibile rimonta del Partito Democratico nei sondaggi d’opinione e poi consacrata da due precisi sviluppi della situazione. A Roma Veltroni, dinanzi a una platea di quasi tremila intervenuti, ha aperto la campagna elettorale del Pd con un articolato quanto comprensibilissimo programma economico e sociale per modernizzare l’Italia con la produzione di più ricchezza, più felicità, più giustizia, meno conservatorismi, meno estremismi e meno veti, sul tema-slogan di base “Si può fare” mutuato dalla battuta che accompagna i democratici di Obama nelle primarie presidenziali americane”.
(SEGUE)