Parigi, 22 feb – “Un profilo della popolazione immigrata nel 21esimo secolo” è quanto viene considerato all’interno dell’International Migration Outlook 2007, il rapporto annuale che l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) ha presentato oggi a Parigi, nel quale l’Italia risulta essere uno dei primi Paesi europei che continua ad essere caratterizzato dal fenomeno dell’emigrazione. I dati sono stati presi dalla banca dati del Dioc (Database on immigrants in Ocse) in base a 30 Paesi, la maggior parte dei quali europei, e riguardano solamente l’emigrazione regolare. L’Italia, insieme alla Germania ed alla Turchia è risultato fra i primi Paesi dell’area euro in quanto a numero di persone che decidono di andare all’estero. Da un altro studio condotto dalla fondazione Migrantes e presentato in questi giorni a Roma ed in altere città italiane, “Rapporto italiani nel mondo 2007”, è risultato che dal 1861 ad oggi sono stati 28 milioni i cittadini italiani che hanno deciso di abbandonare la terra natale. Attualmente si contano 3,5 milioni gli stranieri presenti in Italia, un numero comunque inferiore rispetto agli italiani che risiedono all’estero. Se poi si considerano gli oriundi di origine italiana si può parlare di una vera e propria Italia sparsa nel mondo visto che il loro numero si aggira sui 60 milioni. E’ forse per questo che la lingua italiana risulta al quarto posto fra le lingue più studiate al mondo con 600 mila persone che ogni anno si iscrivono a corsi e scuole. Un altro importante dato emerso da entrambi gli studi è che sono i giovani i veri protagonisti di questa nuova emigrazione: spesso per motivi di studio, con il maggior numero di studenti iscritti ad università straniere, altre volte per cercare lavoro. A differenza del passato, dove ad emigrare erano le fasce più deboli della popolazione oggi, invece, questo fenomeno si applica maggiormente a liberi professionisti e a figure di alto livello. (SEGUE)