Roma, 25 feb – Il New York Times celebra il risveglio artistico di Bologna, spiegando che i “dimenticati” abitanti della parte nord-occidentale del capoluogo emiliano, che “è stata per secoli la sede dell’ area industriale”, “hanno riscoperto l’arte”. “Con un nuovo museo, un nuovo cinema e un nuovo auditorium – scrive il quotidiano statunitense -, la zona, chiusa tra via Don Minzoni e via Riva di Reno, rinasce come distretto culturale noto come Manifattura delle Arti. Il Mambo, Museo d’ Arte Moderna di Bologna, inaugurato la scorsa primavera, era un’ex industria del pane, ma in poco tempo e’ gia’ stato ribattezzato come l’ equivalente italiano del Tate Modern di Londra. L’ evento inaugurale e’ stato infatti curato da Germano Celant, che si e’ occupato anche del Guggenheim Museum di New York City. Altrettanto celebri anche gli artisti contemporanei che hanno trovato ospitalità in questa sede: da Anselm Kiefer e Bill Viola a Enzo Cucchi e Andreas Gursky. Fanno parte di questo risveglio culturale anche il Centro di Musica e Spettacolo, il programma sperimentale di musica e ballo dell’ Università di Bologna”.