Londra, 5 mar – Da “San Siro” a “San Hero”. L’impresa
dell’Arsenal al “Meazza” non poteva non meritarsi l’apertura di tutte le pagine
sportive internazionali. Di quelle italiane, che si soffermano sulla chiusura
del ciclo del Milan. Di quelle spagnole, che esaltano le gesta del fuoriclasse
di casa, Cesc Fabregas. E inevitabilmente di quelle inglesi che, per celebrare
il successo contro i campioni d’Europa e del mondo, hanno proposto addirittura
un cambio di nome per lo stadio milanese. Così questa mattina il Sun, con un
taglio impietoso alla memoria storica, suggerisce di sostituire Giuseppe Meazza
con Cesc Fabregas, e, su una grande foto dell’iberico esultante, sfrutta
l’assonanza e piazza il titolo “San Hero”, “Sant’eroe” per chi proprio non
mastica lingue anglofone. La situazione è chiara: Spagna e Inghilterra, chi per
motivi di nazionale, chi di club, si coccolano il proprio gioiello. Un
giocatore di appena 20 anni che impressiona non tanto per dribbling e giocate a
effetto, quanto per capacita di non perdere mai un pallone, di far girare la
squadra come un film perfetto e di fare male, quando serve. E d’altra parte, il
fatto che a soli 16 anni si sia scatenata un’asta dei club europei per il suo
cartellino e che tra Barcellona e Arsenal, o meglio tra Spagna e Regno Unito,
sia quasi scoppiato un caso diplomatico, la dice lunga sulle qualità del
giocatore. Classe 1987 – compirà 21 anni a maggio – Fabregas ha già fatto
incetta di record: miglior giocatore e Scarpa d’oro ai mondiali Under 17 del
2003, esordio in Premiership a 16 anni e 177 giorni, primo gol nel campionato
inglese a 16 anni e 212 giorni, esordio nella nazionale maggiore spagnola a 18
anni. Numeri che richiamano alla memoria i grossi campioni di tutti i tempi. Il
tutto senza dimenticare che Fabregas, nello scacchiere dei Gunners, ha preso il
posto di un certo Patrick Vieira, lasciato partire senza troppe resistenze
dalla dirigenza londinese dopo aver capito quali qualità fossero condensato in
quel piccolo ragazzino appena prelevato dai blaugrana di Catalogna. Il
centrocampista è il leader indiscusso di questo Arsenal che oggi viene però
esaltato in tutte le sue componenti. Basta dare uno sguardo alle pagelle del
match del Daily Mirror. Fabregas porta a casa un 9, Gallas, Adebayor e il sogno
proibito della Juventus Flamini strappano un 8, tutti gli altri sono i
“peggiori” in campo con un 7 in pagella, compreso quel Theo Walcott che, in
appena 20 minuti, si è tolto lo sfizio di mandare in tilt gente come Nesta e
Maldini, regalando ad Adebayor la palla del 2-0, e che, in quanto a record, se
la gioca al fotofinish con Fabregas. Carta d’identità che alla voce “data di
nascita” parla di un 18 marzo 1989 e curriculum che lo vede già come il più
giovane esordiente della storia della nazionale inglese (17 anni e 75 giorni).
Insomma, se ieri si è chiuso il ciclo del Milan, forse si aperto
definitivamente quello dell’Arsenal.
(Gco)