Roma, 7 mar – Si apre a Roma, lunedì 10 marzo al Centro Convegni Matteo Ricci, il sipario sulla prima borsa internazionale delle tecnologie applicate ai beni culturali. Un evento voluto da Cnr, Enea, Comune di Roma, Provincia di Roma, Apre e dalla rete europea degli Innovation Relay Centre, nata nel 1995, che rappresenta oggi, con oltre 220 organizzazioni diffuse in 33 Paesi, il più grande network per la promozione delle tecnologie innovative e per il loro trasferimento alle imprese. Techa (Technologies Exploitation for the Cultural Heritage Advancement), che avrà cadenza biennale, consente un interscambio tra domanda e offerta di innovazione con l’approccio tipico delle borse internazionali. Nel catalogo di Techa si contano 178 tecnologie: di cui 149 presentate dall’Italia, 9 dalla Polonia, 5 dalla Spagna, 4 dalla Germania, 4 dalla Francia, 3 dal Portogallo, 2 dalla Romania, 1 dall’Ungheria, afferenti ai settori della conoscenza, fruizione, gestione e conservazione. Lo scopo è proprio quello di far emergere quanto di meglio la ricerca offre per la salvaguardia del patrimonio culturale: dalla diagnostica al monitoraggio, dai nuovi materiali e alle metodologie di intervento sostenibili, dall’informatica alle tecnologie sostenibili. In testa si collocano le tecnologie dell’informazione e multimedia con il 40% dei prodotti, al secondo posto le strumentazioni per la diagnosi dello ‘stato di salute’ delle opere d’arte e per il monitoraggio ambientale con il 24%, seguono i nuovi materiali che rappresentano il 21 %, e le tecnologie per la costruzione con il 15%.
(SEGUE)