Roma, 12 mar – E le critiche, in effetti, non sono certo tardate. In particolare, sono arrivate da Davide Pernice, candidato per il Pd anche lui per la Camera e anche lui in Europa. “Ho sempre ritenuto gli eredi di casa Savoia persone dotate di un grande senso dell’ironia, anche se involontaria – ha detto Pernice – La nostra comunità all’estero conosce la fatica del lavoro. Sono donne e uomini che hanno saputo vincere l’emarginazione sociale attraverso molti anni di duro lavoro, sui posti di lavoro e tra le associazioni. Mi sembra francamente un’enormità che chi fino a qualche giorno fa pretendeva 260 milioni dallo Stato italiano per presunti danni dovuti agli anni di esilio” continua il candidato “possa ora pensare di essere interprete delle speranze e delle aspettative di quei milioni di italiani all’estero che hanno faticato senza privilegi e senza sotterfugi per così tanto tempo”. Insomma, da Pernice arriva per la candidatura di Emanuele Filiberto una sonora bocciatura. “La nostra comunità all’estero non ha bisogno di colpi di teatro o paternali sui valori italiani, ma di senso di responsabilità e di impegni precisi: nella formazione, nell’assistenza alle persone indigenti, nell’insegnamento della lingua e per la costruzione di relazioni più profonde tra le associazioni regionali e i corrispettivi referenti politici e istituzionali nelle regioni italiane”.
(Sis)