Basilea, 12 mar – “Ma ciò che oggi maggiormente occorre – rileva Bertinotti – è avere la capacità di accendere i riflettori sull’intera condizione lavorativa, di cui si è fatto il ventre molle della società, per spezzare l’opacità e l’invisibilità in cui è stata avvolta. È necessaria una grande idea di riforma sociale che sappia mettere il lavoro al centro del dibattito politico nazionale ed europeo. La consapevolezza dell’importanza del lavoro e del valore delle lavoratrici e dei lavoratori deve diventare l’elemento fondativo di una nuova coscienza che sappia dotarsi anche degli strumenti della partecipazione collettiva”. “La politica e le Istituzioni – sottolinea Bertinotti – devono restituire centralità e dignità al mondo del lavoro, contrastando la deprivazione e la perdita dei diritti garantendo retribuzioni adeguate e condizioni di sicurezza ai più alti livelli. Se il lavoro diventa merce e la precarietà la norma, vi è un ricatto contro il lavoratore che quindi, naturalmente, è anche esposto al rischio della propria vita”. “Per fortuna, però, ora si sta rompendo questo grande gelo e – ricorda Bertinotti – stanno nascendo in tutta Europa i primi fiori, tra cui l’iniziativa di lotta promossa oggi da voi. Dal Portogallo, alla Francia, alla Germania e all’Italia, Paese da cui provengono anche molti dei manifestanti giunti oggi a Basilea, ci siamo rimessi in cammino. Un cammino – conclude – per i diritti e la giustizia sociale”.
(Sis)