Londra, 17 mar – Cibi surgelati e vegetariani, cd singoli e
videocamere da 35mm. Sono alcuni dei prodotti che secondo l’Istituto nazionale
di statistica di Londra (Ons) non rappresentano più le abitudini dei
consumatori britannici e non faranno più parte del paniere per il calcolo
dell’inflazione. Entrano invece per la prima volta nella lista dei 650 prodotti
con cui si calcola l’indice dei prezzi al consumo i celebri “muffins”, tortini
di pane soffice, dolci oppure salati, diffusi in Gran Bretagna dall’inizio del
1900. I muffins ormai da molti anni rappresentano un’abitudine per la colazione
e lo spuntino di britannici e statunitensi e recentemente sono diventati
piuttosto popolari anche in Italia. Secondo l’Ons, l’introduzione dei muffins
nel paniere britannico è necessaria per rispecchiare la cosiddetta “cafe
culture”, cioè una “cultura del bar”, che a quanto pare è ormai molto diffusa
nelle abitudini dei cittadini britannici e rappresenta un settore dell’economia
particolarmente florido . Insieme ai muffins, entrano nel paniere per il
calcolo dell’inflazione anche gli “smoothies”, frullati freschi di frutta e
verdura che secondo l’Ons “sono stati inclusi per seguire il mercato emergente
di bibite fresche e salutari che in Gran Bretagna continua a prendere piede nei
supermercati”.
(Clr)