Città del Capo, 25 mar -“Che l’Alitalia meriti il fallimento non lo si può scrivere per amor di patria, ma pensarlo è legittimo, così come raramente si è vista una clamorosa confusione come quella messa in atto dal governo Prodi su questa vicenda”. Marco Zacchera, responsabile esteri di An-Pdl, attualmente in Sudafrica per la campagna elettorale, fa il punto della situazione sulla vicenda Alitalia. “Ricordate? Per comprare Alitalia si presentarono in undici, poi scesero a quattro, poi ne restarono due ma – mentre la “cordata” italiana viene respinta – tutto si è concentrato su Air France e il governo ha respinto tutte le altre ipotesi, compresi i ricorsi legali di Airone a Tar e giustizia amministrativa. Dopo sei mesi di chiacchiere l’unica cosa certa è che la compagnia va sempre peggio, la perdita è salita da 1 a 2 milioni di euro al giorno e quindi ci si viene a dire che comunque il matrimonio con Air France s’ha da fare – spiega Zacchera – E’ una soluzione da 2.400 esuberi(e bisognerebbe avere il coraggio di dire che se fossero il doppio sarebbe molto meglio per tutta la compagnia che immediatamente risolverebbe molti dei suoi problemi) ma significa anche il blocco di metà della flotta da subito, con passaggio a Parigi per i voli intercontinentali. I francesi sono furbi e vista la debolezza degli scalcagnati “Prodi’s Boys” prima offrono 37, poi 25, adesso 10 centesimi per azione. Nessuno adesso si chiede se la proposta Airone di 2 mesi fa non fosse alla fine magari la più seria? Fu comunque respinta”. Zacchera si concentra proprio sulla proposta Airone: “uomo di buonsenso, la riprende ora Berlusconi, con un colpo di orgoglio nazionale apprezzato da tutte le persone serie, ma subito il governo parla di “pochezza”di “demagogia elettorale”. Loro si sono presi mesi, agli altri danno due giorni ma ancora una volta non mostrano i bilanci. Più passano i giorni e il caso Alitalia sembra sempre di più una delle classiche “vendite alla Prodi”.
(Sis)