Roma, 26 mar – “Gli italiani all’estero sono una grande risorsa che deve essere valorizzata e portata al centro del dibattito politico italiano. Non è pensabile che nell’era di internet la nostra identità resti ancora sepolta sotto l’ipocrisia di chi giudica l’emigrante uno ‘straniero’ senza arte né parte. I tempi sono cambiati e noi italiani all’estero vogliamo offrire il nostro contributo alla crescita del Paese e al suo sviluppo fuori dai confini nazionali”. Lo ha detto Fabrizio Carbone, candidato per La Destra alla Camera nella ripartizione Europa, nel corso della Tribuna elettorale dedicata da Rai International (visibile sul sito www.international.rai.it) al voto nella Circoscrizione Estero e trasmessa oggi anche da Rai Uno. “Vogliamo continuare – ha proseguito Carbone, che risiede nel Principato di Monaco, dove lavora come consulente in pianificazione societaria e commerciale – quel progetto che l’ex ministro Tremaglia non ha saputo realizzare sino in fondo, ostinandosi nelle ultime consultazioni politiche in deleteri personalismi tanto da lacerare la vecchia Cdl, che all’estero ha così finito per presentarsi già sconfitta”. “Credo nella possibilità di dare un contributo vero a questo grande Paese – ha sottolineato Carbone – e la mia candidatura con La Destra è il segnale di un cambiamento possibile e concreto. Perché La Destra è la vera novità di queste elezioni”. “Il mio – ha spiegato ancora Carbone, che è anche Segretario Generale dell’associazione degli Imprenditori Italiani del Principato di Monaco (AIIM) – sarà un impegno a 360 gradi, attraverso il quale cercherò di realizzare progetti di formazione linguistica e culturale a beneficio dei nostri giovani, di valorizzare il lavoro italiano difendendo il ‘made in Italy’, di tutelare e difendere la nostra identità e le nostre radici e tradizioni affinché siano onorate e rispettate”.
“Vogliamo poi dare un assegno sociale ai connazionali anziani e indigenti all’estero – ha concluso Carbone – e proteggere l’ambiente in quanto bene transnazionale, ma anche portare a compimento riforme che attendono ormai da troppo tempo, come quella che riguarda gli Istituti di cultura italiani”.
(Sis)