Zurigo, 28 mar – Già da molti anni sono attivi nel regno unito sia il patronato Ital-Uil che l’unione degli italiani nel mondo (Uim), l’associazione promossa anche dalla Uil. Nei giorni scorsi si è tenuta a Londra una riunione operativa dei gruppi dirigenti delle due strutture della Uil con il vice presidente nazionale con delega per l’area estera del patronato, Mario Castellengo, accompagnato dal coordinatore per l’Europa della Uim, Dino Nardi, nonché dalla responsabile dell’area tecnica, dottoressa Anna Ginanneschi che ha tenuto, poi, un corso di aggiornamento per gli addetti del patronato. Nel corso della riunione è stata fatta una panoramica della situazione della comunità italiana nel regno unito che, ormai, è sempre più composta da giovani studenti, ricercatori, tecnici e manager e, ovviamente di seconde generazioni. Ovvero una comunità molto specializzata professionalmente, spesso integrata nella società locale, che evidentemente esprime bisogni diversi, rispetto all’emigrazione tradizionale, ai quali si devono adeguare i servizi sia del patronato che, soprattutto, della Uim. Sia per l’ Ital-Uil che per la Uim è stato predisposto, dopo il Belgio, la Francia, la Germania, l’Olanda e la Svizzera, anche per il Regno Unito un piano di sviluppo e di potenziamento con l’apertura immediata di nuovi uffici del patronato nel nord dell’area metropolitana di Londra e in Scozia, dove, pur risiedendovi un numerosa comunità italiana non è presente alcun patronato. Da parte sua, la Uim, potenzierà la sua rete associativa nel regno unito specializzando i suoi quadri dirigenti in quei settori di servizi, non strettamente di carattere socio-previdenziale, richiesti sempre più dagli italiani all’estero come, per esempio, l’assistenza in materia fiscale, l’organizzazione di soggiorni di giovani che, nel continente europeo, intendono migliorare le loro conoscenze linguistiche e, infine, iniziative sociali a favore degli italiani anziani che hanno fatto la scelta di restare definitivamente nel paese d’emigrazione.
(Cep)