Roma, 7 apr – Con un ultimo volo di trasporto personale e mezzi nell’ambito della esercitazione multinazionale Spring Flag, l’Aeronautica Militare ha detto addio al Boeing 707 T/T. Nei 16 anni di attività, dal momento dell’ingresso all’8° Gruppo nel marzo del 1992, i B-707/T(tanker/transport) o anche KC707A, due in versione passeggeri e due combi, hanno cambiato la capacità di proiezione dell’Aeronautica Militare. La prima missione operativa dell’ “Aquila d’Acciaio”, questo il soprannome in uso fra gli equipaggi del velivolo, avvenne il 25 giugno del 1992, per il trasporto di un motore di un MB-339 delle Frecce Tricolori impegnate in quel momento negli Usa per un importante ciclo di manifestazioni. Dopo soli due mesi emergeva uno dei grandi vantaggi offerti dal nuovo vettore: poter effettuare trasporti a lungo raggio in tempi molto più contenuti di qualsiasi altro aereo al momento a disposizione della nostra Forza Armata. Il nuovo velivolo è stato impiegato da subito per l’acquisizione di capacità AAR (air-to-air refuelling) per sé stesso e a favore della linea Tornado Ids. Verso la fine dell’estate del ’92 prendevano il via le missioni di rifornimento in volo nazionale, effettuate senza interruzione fino ad oggi con cadenza settimanale con lo scopo di garantire il mantenimento delle capacità operative AAR notturne e diurne sia per noi che per i caccia receiver. Notevole è stato anche il supporto fornito dal KC707A alla campagna Restore hope in Somalia, nel periodo 1992-1993. Il 22 dicembre del ‘92, dopo che le forze alleate ebbero assicurato il controllo completo dell’aeroporto, il primo KC-707A dell’Aeronautica Militare è atterrato a Mogadiscio. Nel ‘94, il 14° Stormo lo ha utilizzato per partecipare all’evacuazione umanitaria di civili dall’inferno del Ruanda, dove imperversava la sanguinosa guerra interetnica. (SEGUE)