Roma, 7 apr – Narducci continua spiegando che “proprio per questo ho presentato in Parlamento, e mi impegno a seguirla nella prossima legislatura, se rieletto, la riforma della legge 153/1971 tenendo ben presente tutti gli elementi nuovi e aggiuntivi emersi nel corso della XV legislatura. L’obiettivo è quello di sostenere iniziative per la diffusione della lingua italiana che rafforzino il legame tra i giovani nati all’estero e la terra d’origine superando i tradizionali steccati degli interventi assistenziali della vecchia concezione legislativa”. “Così come mi impegno a presentare una proposta di legge per la revisione della legge 401/90 che riformò gli Istituti Italiani di Cultura, per potenziarne le strutture in termini di risorse umane, economiche e strumentali al fine metterli realmente in condizione di offrire ad alto livello iniziative per la diffusione della cultura italiana nel mondo, in una visione che valorizzi anche il ruolo delle università italiane e che promuova la riscoperta in termini culturali della memoria della diaspora italiana. Io credo che si debba fare degli Istituti di Cultura una vera e propria leva per la politica culturale all’estero, una sorta di “casa d’Italia” dove vengono attuate e coordinate tutte le iniziative in materia culturale e dove possano alloggiare tutte le persone “affette da italsintonia”.
(Sis)