Roma, 9 apr – Le Monde, alla vigilia delle elezioni italiane, dedica un lungo reportage alla Sicilia per capire se l’isola sta uscendo dal giogo del crimine organizzato. Il corrispondente del quotidiano francese si è quindi recato a Corleone, il cui nome, si legge “è storicamente associata a Cosa Nostra” e dove ha incontrato Innocenzo Micieli, un agricoltore che oggi lavora “la terra appartenuta al sanguinario Giovanni Brusca, l’ uomo che assassinò il giudice Falcone nel 1992”. “Micieli – si legge nell’articolo – è un corleonese di circa cinquant’ anni che fa parte della cooperativa Placido-Rizzotto-Libera Terra, la più importante delle tre imprese agricole create nel 2001 per riutilizzare le terre e i beni confiscati ai capi mafiosi: Brusca, arrestato nel 1996, Totò Riina dietro le sbarre dal 1993 e il suo successore Bernardo Provenzano, catturato nell’ aprile del 2006″. Le Monde sottolinea come l’esistenza di questa gente e di questa nuova vita per la terra siciliana siano “i segni che i tempi stanno cambiando”, anche a Corleone, grazie anche a questi “contadini della liberta’”.
(Grm)