Roma, 13 apr – In Parlamento e nelle tribune politiche televisive si muovo con sicurezza, tranquillità, esperienza. Messi tuttavia alla prova col “lato B” della democrazia, quello dei semplici elettori, i nostri leader politici talvolta possono cedere all’emozione del momento, lasciandosi spesso andare a simpatici siparietti conditi da qualche gaffe. Se da un lato c’è chi cerca di rispettare la sacralità del momento (“Non parlo quando vado a votare, è un costume democratico che voglio rispettare anche oggi”, ha detto il premier uscente Romano Prodi recandosi alle urne), dall’altro c’è chi entra in cabina scordandosi gli “strumenti del mestiere”. È il caso del candidato premier del Pd Walter Veltroni, costretto sul più bello a fare marcia indietro per dotarsi della matita copiativa dimenticata al tavolo degli scrutatori. Qualcun altro ha invece il problema opposto, trovandosi nel segreto dell’urna con troppi oggetti, anche quelli vietati. E’ il caso di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio della Regione Campania, il cui telefonino ha intempestivamente suonato nella cabina. Momenti di concitazione, ma caso subito risolto: il cellulare era privo di fotocamera e, quindi, consentito dal regolamento del Viminale. Altri sembrano non dimenticarsi che oltre a quello elettorale, la domenica è pur sempre il giorno di un altro rito laico fondamentale per gli italiani: il calcio. Ecco quindi che, interrogato sul possibile esito delle elezioni, Massimo D’Alema preferisce dedicarsi ad altre considerazioni: “Un pronostico? Due a uno per
(Asc)