Roma, 15 apr – “Considerare gli italiani all’estero come una comunità di emigrati senza più contatti con l’Italia è irrealistico e controproducente; l’emigrazione italiana oggi è totalmente diversa dal passato, dispone una ricca offerta mediatica ma ne chiede una almeno comparabile in quantità e qualità”. E’ il commento di Franco Narducci, presidente Unaie, sull’andamento dell’audience televisiva in Italia e su quanto di meglio si potrebbe offrire anche guardando alle comunità italiane all’estero. “Ormai è chiaro che il duopolio televisivo non esiste più – aggiunge Narducci – ma in Italia si è riusciti a sostituirlo con due monopoli. Abbiamo Mediaset che ha il monopolio della Tv digitale terrestre a pagamento, e Sky che ha il monopolio di quella satellitare a pagamento, con il servizio pubblico che si affanna ad offrire ancora qualcosa di gratuito. “Affinchè la comunità italiana all’estero abbia una offerta televisiva pubblica e gratuita, – si sbilancia il presidente Unaie – che realizzi una comunicazione di andata e ritorno adeguata in quantità e qualità, occorre un vero e proprio ripensamento dell’offerta”. Per quanto riguarda l’ipotesi Rai sulla divisione della radiofonia, Narducci si dice preoccupato, in quanto, dopo la chiusura delle trasmissioni in onda corta, si corre il rischio di avere ancora meno attenzione per i programmi richiesti dagli italiani all’estero. Una possibile soluzione, conclude Narducci, potrebbe essere quella di “progettare, insieme alle organizzazioni degli italiani nel mondo, dei nuovi canali per la radio, Tv e satellitari dedicati ai nostri connazionali all’estero da realizzare entro 3-4 anni”.
(Cld/Sis)