Roma, 21 apr – Di Santo racconta che “conobbi Fernando Lugo un anno fa, quando mi recai in Paraguay per incontri bilaterali con il governo paraguayano. Allora l’ex vescovo era ancora pressoché sconosciuto in Europa. Volli incontrarlo perché incarnava già da quel momento la volontà di cambiamento, di giustizia sociale e di innovazione che covava in tanta parte della società paraguayana. Nel lungo incontro ebbi la netta sensazione di una persona con uno stile pacato, riflessivo, cosciente che il percorso del Paraguay verso il cambiamento dovesse avere caratteristiche autonome, senza seguire ‘modelli’ di altri paesi. Mi sembrarono, le sue, riflessioni, piene di equilibrio e buon senso, caratteristiche che sicuramente saranno preziose nella gestione di una situazione politica che lo vede privo di una maggioranza parlamentare”.
(Sis)