Trento, 24 apr – Molte e di ampio respiro le tematiche affrontate dal Trentofilmfestival, il più antico e acclamato festival internazionale di film dedicati alla montagna, all’esplorazione e all’avventura. E’ il caso dei film Invisible e Silent Snow, che affrontano il tema dell’inquinamento da pesticidi che sta distruggendo perfino le zone più incontaminate dell’Artico, con effetti devastanti sulla popolazione degli Inuit. Gli abitanti, inconsapevoli dei rischi si nutrono della carne degli animali e dei pesci, a loro volta inquinati. Il risultato è che le donne Inuit hanno una concentrazione di residui chimici nel proprio latte tale che l’allattamento al seno può causare problemi ai sistemi riproduttivi ed alla salute neurologica dei neonati. A land out of time, invece, documenta lo scempio compiuto dall’amministrazione Bush e Cheney negli immensi spazi ad ovest delle Montagne Rocciose. L’industria petrolifera e del gas ha infatti preso in affitto più di 30 milioni di ettari di proprietà federali, e il governo sta realizzando una espropriazione senza precedenti. Il blitz delle trivellazioni minaccia alcune delle zone più remote e selvagge dell’America: il Deserto Rosso nel Wyoming, le Montagne Rocciose nel Montana, l’altopiano di Roan nel Colorado, il canyon nello Utah e la Valle Vidal nel New Mexico. Gli abitanti degli stati dell’ovest che vivono in quelle terre denunciano i drastici cambiamenti nel paesaggio e stanno covando una reazione violenta. Il film si chiede chi stia governando le proprietà pubbliche degli Stati Uniti, se il popolo americano o l’industria petrolifera e del gas.
Ma non solamente i film sono orientati alle tematiche di salvaguardia ambientale: numerosi gli incontri dedicati all’ecologia e all’attenzione al pianeta. Icona stessa del manifesto di quest’anno è l’orso, animale quanto mai contestato per la sua ingombrante presenza, dentro e fuori i confini nazionali. (SEGUE)