Milano, 30 apr – Finanziato con circa 2,5 milioni di euro provenienti dalla conversione del debito che il Perù ha contratto con l’Italia, Prodesipán ha messo in moto anche un importante programma sociale e culturale per sviluppare quest’area poverissima con un alto tasso di denutrizione. Oltre a finanziare le attività archeologiche, il progetto ha consentito di fornire la zona di acquedotto e fognature nonché di istituire corsi di formazione per sviluppare un’economia basata sul turismo, che anche in Perù è uno dei settori trainanti. Attraverso il Fondo Italoperuano per la riconversione del debito (Fip), l’Italia sta inoltre realizzando il nuovo Museo de Sitio, che ospiterà i reperti appena scoperti. I lavori di questa prima fase si concluderanno in giugno con un convegno in cui saranno ufficializzati i risultati della campagna di scavi. Questi straordinari ritrovamenti aprono numerosi interrogativi sulle culture preispaniche, per esempio sul significato simbolico del ragno, del cervo e di altre icone per il momento misteriose. Ma già lasciano immaginare un Perù antico del tutto diverso da quello fin qui ipotizzato. Antonio Aimi, noto per aver curato alcune grandi mostre di arte precolombiana tra cui quella di Palazzo Strozzi a Firenze nel 2003, già suppone che molte pagine di storia debbano essere riscritte. “Era logico aspettarsi simili risultati”, dice di ritorno da Lambayeque, “La zona è costellata da grandi Huacas di mattoni e non era difficile ipotizzare che sotto vi fossero sia preziosi reperti archeologici sia autentici tesori d’oro e d’argento. Del resto nella regione ci sono alcune delle maggiori miniere d’oro del paese e la pianura è la più vasta tra tutte le aree costiere”. Anche l’economia e la geografia, insomma, aiutano a capire che l’area doveva essere uno dei centri chiave della storia peruviana, infinitamente più importante della pur celeberrima Machu Picchu. “Sembra paradossale”, dichiara la professoressa Perassi, “ma l’esperienza del Perù antico che stiamo facendo a Sipán non impedisce affatto di entrare in contatto col Perù moderno. Anzi, ci stimola a continuare lo studio degli effetti che quest’immenso patrimonio archeologico sta producendo oggi nelle dinamiche socioculturali di quest’area del mondo”.
(Sab)