Roma, 30 apr – Domani in quasi tutto il mondo si celebra la Festa del Lavoro. Il calendario cattolico celebra in questo giorno San Giuseppe Artigiano e nell’antichità, in tutta Europa, in questo giorno venivano celebrate feste e riti agrari. Inoltre in molte regioni d’Italia ancora oggi si celebrano i riti del Calendimaggio, allegorie del ritorno alla vita e della rinascita (celebre il palio di Assisi), che in generale vedono la tradizione dei maggianti, abbigliati di fiori, che cantano strofe benauguranti durante la loro questua (di uova, vino, cibo o dolci) nelle diverse abitazioni. Si tratta di una celebrazione che risale ai celti (che festeggiavano Beltaine), etruschi e liguri. Ma affonda le sue origini anche in una celebrazione dell’antica Roma, i Ludi Florales o Floralia, la festa della dea Flora, patrona dei fiori e della primavera, che si celebrava in questo periodo dell’anno. La festa, organizzata dagli edili della plebe per propiziare la fecondità della terra, prevedeva una serie di spettacoli teatrali che culminavano con i giochi circensi al Circo Massimo. Conigli e capre venivano rilasciati nel Circo prima dei giochi, come simboli di fertilità ed associati alla vegetazione coltivata. Lenticchie e lupini erano gettati sulla folla, ancora come simbolo di fertilità e si indossavano vesti dai colori sgargianti. I giorni della festa erano costellati da bevute, danze erotiche e spogliarelli. Flora, in epoca tarda fu anche presa come patrona dei lupanari e di chi ci lavorava. Il mese di maggio (Maius in latino) prende il nome da Maia, il simbolo del risveglio della natura in primavera, della fecondità della natura ed anche della fedeltà. Figlia del titano Atlante era considerata la più bella delle Pleiadi. Dal suo amore con Zeus sarebbe nato Hermes, Mercurio. Secondo alcuni miti sarebbe stata invece la moglie di Vulcano. (SEGUE)