Roma, 5 mag – Nuovo picco record di presenze di minori nel
nido del carcere di Rebibbia Femminile. Sono, infatti, 25 i bambini e le
bambine che attualmente vivono in carcere con le mamme detenute. La
segnalazione è del Garante regionale del Lazio dei diritti dei detenuti Angiolo
Marroni che più volte, nei mesi scorsi, aveva lanciato l’allarme su questa
emergenza: quasi la metà dei minori, 11 su
vita. Attualmente la legislazione prevede che i bambini da
mamme detenute. Al compimento del terzo anno di età è obbligatoria la
scarcerazione dei minori, indipendentemente dalla pena che sta scontando la
madre, con l’affidamento ai parenti, a case famiglia o Istituti. Dei
venticinque bambini attualmente presenti a Rebibbia Femminile, due sono figli
di italiane, uno di una romena, il resto di giovani nomadi. La prima
conseguenza dell’alto numero di bambini presenti è il sovraffollamento: la
sezione riservata alle mamme con bambini ha, infatti, solo 14 letti a
disposizione. Inoltre, operatori e volontari lavorano per intrattenere i
piccoli durante il giorno, evitando che su di loro pesi il carcere. I bambini
trascorrono il tempo nella stanza dei giochi o nella zona di verde attrezzato.
Alcuni di loro – fra le difficoltà legate alla diffidenza delle mamme straniere
– frequentano un nido esterno. “Nonostante l’impegno di chi lavora in carcere e
del volontariato, è indubbio che questi bambini vivono una situazione difficile
– ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni – basti pensare che sono
costretti a passare una fase importante della loro vita, quella del primo
apprendimento, in un carcere cella e con un limitato spazio intorno. Io credo
che sia prioritario studiare, per le madri detenute, misure alternative alla
detenzione prevedendo l’obbligo del carcere solo per i reati gravi”.