Roma, 19 mag – Anch’essi hanno sostenuto l’esigenza di mantenere salde le radici della comunità di lingua slovena nelle vallate friulane e di continuare a coltivare il legame tra la terra d’origine e coloro che hanno scelto di cercare miglior fortuna all’estero. Significativo è stato ritenuto il dato citato da Predan, che ha ricordato come negli ultimi anni le vallate abbiano espresso ben 120 laureati che, però, a conclusione degli studi, hanno dovuto cercare occupazione altrove. Le conclusioni dell’assessore regionale all’Istruzione, Cultura, Sport e Pace Roberto Molinaro, al quarantennale dell’Unione Emigranti Sloveni a Tarcento, hanno colto diversi degli aspetti emersi dagli interventi. “Le testimonianze importanti espresse nel corso di questa serata – ha detto l’assessore – ci parlano da sole della sfida che attende il Friuli Venezia Giulia per i prossimi anni: ci si dovrà riappropriare del grande patrimonio costituito dalla presenza dei corregionali, e dei loro discendenti, in tutto il mondo”. Si tratta di una presenza davvero significativa, perché il fenomeno migratorio interessa tuttora una percentuale della nostra comunità più elevata rispetto a quelle delle altre regioni italiane: esso rappresenta infatti il 6 per cento della popolazione del Friuli Venezia Giulia.
(Cep)