Roma, 19 mag – Molti dei 73 delegati
di tutto il mondo, quasi tutti i parlamentari eletti all’estero, il
responsabile per gli italiani nel mondo Maurizio Chiocchetti, il coordinatore
del Gruppo per lo Statuto del PD
seminario europeo del Partito democratico, organizzato in particolare per fare
il punto sui lavori di stesura dello Statuto estero del Pd. L’incontro di
sabato scorso è stato inaugurato da una relazione d’apertura da parte di Marino
contenente “il frutto del lavoro fatto finora e le linee guida su come
articolare il lavoro di qui in poi”. Come
spiega a NoveColonne lo stesso Marino. Una relazione che “a giudicare dagli
interventi che l’hanno seguita mi pare abbia avuto un larghissimo consenso: ora
dovrò dedicarmi al difficile compito di redigere una prima bozza che tenga
conto di tutte le indicazioni arrivate e che continueranno ad arrivare. Non mi
pare, infatti, che dalla riunione siano venuti contrasti su indirizzo e
contenuti, al più suggerimenti e integrazioni di cui sicuramente bisognerà
tenere conto”. Il seminario di Parigi, naturale evoluzione dell’incontro di
Moena in cui il coordinamento estero del Pd discusse le impostazioni generali
della propria organizzazione, avrà come proprio sviluppo la redazione di quella
che Marino definisce “molto più che una bozza” che verrà fatta circolare a
livello locale. Poi, dopo due incontri ‘intermedi’ a Berlino e negli Stati
Uniti, i frutti del lavoro verranno votati articolo per articolo ed
eventualmente emendati i prossimi 20-21 giugno in occasione dell’assemblea
generale del Pd che si terrà a Roma. Nell’incontro di Parigi c’è stata intesa
sulla necessità di sviluppare un
“radicamento forte sul territorio che parta dai circoli e che preveda,
laddove possibile e ritenuta utile, una segreteria nazionale. Inoltre, saranno
costituiti quattro coordinamenti a livello continentale”. Tra le altre
necessità individuate, quelle di dotarsi di regole chiare su primarie e
rimborsi per le campagne elettorali. Marino si è soffermato inoltre sugli
sviluppi delle inchieste sui brogli all’estero. “Abbiamo piena fiducia nell’operato
della magistratura. Non entriamo nel merito delle inchieste, ma seguiamo con grande
attenzione l’evolversi delle vicende e le eventuali sentenze che verranno fuori,
che ci aiuteranno a capire quello che è successo”.
(Sis)