Roma, 22 mag – Le imprese italiane sembrano aver colto le potenzialità dei nuovi sistemi di gestione delle informazioni: il 39% dedica ormai una parte specifica del proprio budget IT alla Business Intelligence e al Business Performance Management, ovvero a tutti quei sistemi informatici di controllo direzionale e di supporto alle decisioni strategiche manageriali. Nel 72% dei casi, tale budget è previsto in crescita entro un triennio. Dati che rappresentano il sostanziale cambio di rotta rispetto al passato nella considerazione di questi sistemi da parte del management e che sono stati fotografati da una ricerca condotta su un campione di 180 aziende (il 22% delle quali quotate in borsa) dall’Osservatorio Business Intelligence della Sda Bocconi. I risultati dell’indagine sono stati presentati in convegno oggi in Bocconi. “Sono dati confortanti e che indicano come questi sistemi stiano raggiungendo una buona diffusione e un buon livello di maturità anche in Italia, sebbene non in tutti i settori economici e in tutte le aree geografiche. Il tasso di penetrazione di questi sistemi ha raggiunto il 21% se si considera la popolazione dei potenziali utenti di BI”, spiega Paolo Pasini, responsabile scientifico dell’Osservatorio. “Soprattutto, sottolineano come le aziende stiano cominciando a capire quanto tali sistemi possano essere strategici per creare una differenziazione competitiva”. La Business Intelligence, dunque, comincia a ritagliarsi un proprio spazio significativo nella politica aziendale. E se 72 aziende su 100 di quelle che già investono in BI hanno in programma di aumentare le risorse dedicate alla BI, il 23,4% le manterrà comunque costanti. “Evidentemente”, continua Angela Perego, coordinatore dell’Osservatorio, “le imprese hanno capito che la navigazione a braccio, ossia senza o con un ridotto utilizzo dei sistemi di analisi delle performance aziendali, non produce risultati apprezzabili”. (SEGUE)