Roma, 4 giu – Sfidare la globalizzazione. Le aziende del “made in Italy” da oggi lo faranno con il nuovo software messo a punto dall’istituto di ricerche statunitense Eri, che permette via internet di ottenere medie e fasce salariali per 10.000 differenti posizioni lavorative in 193 Paesi del mondo. Insomma, quanto pagare in base al tenore di vita locale un operaio, un impiegato, un quadro o un dirigente che viene mandato a lavorare all’estero. Il software arriva in Italia grazie a una joint venture, presentata a un convegno a Roma, tra Eri e Gradus International, società di consulenza per le risorse umane presieduta da Costante Benigni. Tanto per capire: in Romania il costo medio mensile della manodopera è di 195 euro, ben al di sotto della Francia, dove un operaio costa non meno di 1.800 euro o della Germania laddove un operaio con mansioni speciali in un’industria arriva a guadagnare anche 3.600 euro lordi. In India, un operaio specializzato ha uno stipendio medio di 141 euro al mese contro i 195 della Cina. Un dirigente tecnico costa 566 euro contro i 528 di un dirigente generico della Cina. Per il presidente di Gradus International Costante Benigni per 20 anni manager in Eni, “le aziende hanno bisogno di operare con un’unica politica salariale, che risenta solo di piccoli aggiustamenti. La nostra joint venture con Eri è quindi la soluzione ideale per le pmi italiane, ma anche per le grandi compagnie, che intendono conquistare i mercati esteri”. Secondo il presidente e fondatore di Eri, David Thomsen, “l’accordo con Gradus è quanto cercavamo in Italia e ci permette di dare alle imprese italiane uno strumento per valutare il costo della vita, le competenze professionali e la compensazione salariale. Per la ricercatrice del Censis Maria Pia Camusi, che ha partecipato all’incontro, “l’alto livello del capitale umano, al di là della dimensione dell’azienda, è una delle componenti fondamentali per conoscere il mercato estero”. Il software messo a punto da Eri è utilizzato dalle maggior parte delle aziende del Nord America e utilizza i dati sul costo del lavoro e della vita che arrivano, tra gli altri, dagli Usa, dal Canada, dalla Gran Bretagna e dalla maggior parte dei Paesi europei. (Cep)