Milano, 11 giu – Diversi laboratori hanno recentemente sviluppato nuove tecniche per generare dei “pacemaker biologici”. Questi sono costituiti da agglomerati di cellule che possono essere trapiantate in un cuore con difetti del ritmo in modo da indurre e controllare l’attività pacemaker. Lo scopo ultimo di queste ricerche sarà di sostituire i pacemaker elettronici oggi usati con quelli biologici. Le tecniche utilizzate permettono di indurre l’attività pacemaker in situ mediante l’espressione dei canali “funny” attraverso infezione virale o mediante cellule ingegnerizzate che esprimono questi canali (come le cellule staminali mesenchimali). Un altro approccio prevede l’utilizzo di cellule già autoritmiche, come le cellule Embrionali Staminali (ES) differenziate in miociti, che esprimono costitutivamente i canali “funny” e sono quindi sede di attività pacemaker autonoma. Il progresso in questo campo è veloce. Il laboratorio di DiFrancesco si sta dedicando alla caratterizzazione di diversi tipi di cellule staminali potenzialmente utilizzabili nello sviluppo di pacemaker biologici. La ricaduta più importante del concetto di pacemaker basato sui canali “funny” permette già oggi un utilizzo terapeutico. Disturbi cardiaci come l’angina, le cardiomiopatie ischemiche e l’insufficienza cardiaca traggono infatti beneficio dal rallentamento della frequenza cardiaca.
(Grm)