Roma, 11 giu – “Il problema – ha affermato Franco Narducci illustrando in aula l’interpellanza – è che vi è stata una sottovalutazione da parte dell’INPS, tanto che non è riuscita a garantire il regolare flusso di certificazione entro i 90 giorni previsti. Si tratta di una regola che, comunque, noi auspichiamo perché è evidente che chi rientra definitivamente in Italia vuole, nel tempo più rapido possibile, poter contare su quanto gli spetta di diritto, ovvero il capitale di previdenza professionale versato in Svizzera. Tra l’altro, anche il nostro Paese ha un interesse fondato affinché il flusso finanziario generato da detti capitali favorisca l’Italia più che il Paese da cui provengono”. Il Sottosegretario di Stato Pasquale Viespoli, nel dare risposta all’interpellanza, ha affermato che “è allo studio una procedura che consenta al Fondo di garanzia LPP, nel quadro di un aggiornamento dell’Accordo e nel rispetto della normativa in materia di tutela della privacy, di consultare direttamente e on-line l’archivio INPS per l’immediata verifica delle informazioni”.
(SEGUE)