Roma, 12 giu – “Cogliamo l’occasione per esprimere, inoltre – prosegue la lettera – alcune esigenze di carattere generale che pensiamo sia utile tenere presente nel decreto di convocazione e organizzazione della Conferenza. La prima è quella riguardante il profilo dei giovani da coinvolgere nell’evento. Ci sembra naturale offrire una possibilità di partecipazione, oltre a quelli dotati della cittadinanza o che l’hanno riacquisita, anche agli “oriundi” di più lontana origine che rappresentano la parte più difficile da coinvolgere ma anche quella più numerosa e suscettibile di interessanti sviluppi futuri. Un approccio particolare, inoltre, dovrebbe essere dedicato ai giovani, sempre più numerosi, che si rendono protagonisti, per ragioni di studio, ricerca, d’impresa o di professione, di quelle che – con espressione ormai corrente – sono definite come “nuove mobilità”.Poiché il Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE) ha avviato da tempo un serio e utile lavoro preparatorio attraverso incontri per Paese e per continente, raccogliendo forze vive che si sono rese già parte attiva di prime elaborazioni e contatti, ci sembrerebbe naturale partire da questa base per procedere verso più ampi sviluppi. È auspicabile, inoltre, che la selezione dei giovani che debbono partecipare alla Conferenza sia fatta dagli stessi giovani, sia pure sulla base di criteri uniformi, in costante dialogo con i COMITES. Converrai con noi sull’opportunità di evitare che si dia l’impressione di soluzioni eterodirette o addirittura preconfezionate, che urterebbero la sensibilità degli interlocutori e comprometterebbero inutilmente il clima di collaborazione che invece è necessario perseguire”.
(SEGUE)