Roma, 16 giu – Sono oltre milleduecento i docenti
universitari e i ricercatori che hanno sottoscritto un appello sulle scelte
energetiche per il futuro dell’Italia, trasformato in una lettera aperta al
premier Berlusconi alla vigilia della discussione del governo sulle centrali
nucleari. A capeggiarli Vincenzo Balzani, uno dei chimici italiani più
accreditati presso la comunità scientifica internazionale nonché presidente
dell’Università di Bologna. “Il sole è la più grande risorsa energetica del
nostro pianeta” scrivono, e il nucleare “un pericoloso fardello sulle spalle
delle prossime generazioni”. L’iniziativa è partita dal sito
www.energiaperilfuturo.it, dove chiunque può esprimere il proprio sostegno. “Uno
dei problemi più delicati e più difficili che il nostro Paese ha oggi di fronte
è quello dell’energia; le decisioni che verranno prese a questo riguardo
condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e
dei nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema così complesso è
necessaria una forte collaborazione fra scienza e politica – è l’attacco della
missiva -. Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di
ricerca e, in virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la
quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, abbiamo
sentito il dovere di esprimere la nostra opinione sul problema energetico con l’appello
riportato sul sito: www.energiaperilfuturo.it”. “L’appello, sottoscritto da più
di milleduecento docenti e ricercatori, sottolinea l’urgenza che nel Paese
aumenti la consapevolezza riguardo la gravità della crisi energetica e
climatica, insiste sulla necessità del risparmio e di un uso più efficiente dell’energia
ed esorta il governo a sviluppare l’uso delle energie rinnovabili ed in
particolare dell’energia solare – proseguono gli esperti -. A nostro parere l’opzione
nucleare non può essere considerata la soluzione del problema energetico per
molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza
intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per
le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare,
possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra
paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili
nucleari”. “La più grande risorsa energetica del nostro pianeta è il Sole, una
fonte che durerà per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta
che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantità di energia, 10.000
volte quella che l’umanità intera consuma. Sviluppare l’uso dell’energia solare
e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che è la qualità
distintiva dei veri statisti – proseguono gli studiosi –. E’ un guardare
lontano nel tempo, perché getta le basi per un positivo sviluppo tecnologico,
industriale ed occupazionale del nostro Paese, senza porre pericolosi fardelli
sulle spalle delle prossime generazioni. E’ un guardare lontano nel mondo,
perché, a differenza dei combustibili fossili e dell’uranio, l’energia solare e
le altre energie rinnovabili sono presenti in ogni luogo della Terra e, quindi,
il loro sviluppo contribuirà al superamento delle disuguaglianze e al
consolidamento della pace”. “Saremo ben lieti di mettere a disposizione le
nostre competenze per discutere il problema energetico in modo approfondito
nelle sedi opportune”, conclude la lettera del comitato promotore.
(Cog)