Roma, 16 giu – “Il mio scetticismo sul futuro nucleare italiano (che personalmente io sollecito da anni) è basato sulla certezza che su questo tema si scatenerà la piazza, quella stessa protesta che fu capace, durante il precedente governo Berlusconi di non far neppure aprire il deposito nazionale di Scanzano Ionico che – scelto dai tecnici – era di gran lunga uno dei siti più sicuri d’Europa per conservare a 1500 metri di profondità le poche scorie nucleari italiane”. Così Marco Zacchera, responsabile esteri di An-Pdl, sul progetto basato sull’energia nucleare del nuovo governo Berlusconi. “Ma come i rifiuti di Napoli finiscono in Germania, così quelli nucleari (eredità delle precedenti, timide iniziative italiane in questo settore) dopo essere lasciate in giro per decenni costituendo un rischio davvero serio vengono ora trasferite e smaltite in Francia a prezzo carissimo per la gioia dei contribuenti francesi. Da noi infatti si dice sempre di “no”, un “no” a prescindere, magari sulla base di dati che sono a volte così contraddittori tra loro da non capire chi possa avere ragione, visto che la matematica non dovrebbe essere mai una opinione – spiega Zacchera – D’altronde se a Napoli sfilano insieme per dire “no” alle discariche quelli che contemporaneamente dicono no alla TAV come alla base americana di Vicenza (che tra loro non c’entrano nulla) immaginatevi un po’ quante dimostrazioni saranno organizzate per bloccare il primo sito nucleare che venisse prescelto”.
(SEGUE)