Vienna, 19 giu – Il progetto è cofinanziato dal programma “Gioventù in azione” che è un programma della Direzione generale Educazione, cultura e gioventù dell’Unione Europea e il cui obiettivo è favorire quella che si chiama “L’Europa dei cittadini” e il dialogo interculturale. Tra l’altro il 2008 è proprio stato nominato “anno del dialogo interculturale” dalla stessa UE. Per cui la lotta alla xenofobia ed al razzismo nelle sue varie forme e l’integrazione europea in un comune cittadinanza europea sono i motivi di fondo del progetto. Lo stesso titolo del progetto “l’Europa è molto più del calcio” – ricorda il presidente di Diagonal – dice molto sugli obiettivi educativi. “In un mondo in cui lo sport è spesso visto come competizione sfrenata, immagine purtroppo anche violenta, si vuole lanciare un’idea in cui la diversità è vista come una opportunità e non come un limite. Per questo motivo, i campionati di calcio sono una occasione unica per lanciare questa idea”. Il progetto ha coinvolto i 15 paesi partecipanti agli Europei più l’Austria. I gruppi, composti da 6 ragazzi ciascuno per un totale di 90 giovani tra i 14 e i 16 anni (con parità di sessi) saranno accompagnati da altrettanti leaders e da altrettanti volontari europei che per un mese collaborano ad organizzare il progetto. Più lo staff viennese e i giovani austriaci: quindi c’è una presenza di circa 200 persone. La città di Vienna è coinvolta in maniera capillare. Non solo il Comune della capitale finanzia anche il progetto, ma 15 Centri giovanili – gli JugendZentren – sono coinvolti: ospiteranno infatti i vari gruppi ma saranno anche il punto di incontro e di attività tra i giovani ospitati e quelli austriaci dell’area in cui in Centro giovanile opera.
(Sis)