Roma, 23 “L’approvazione
dello Statuto è uno dei momenti più alti della vita politica di un partito,
poiché vengono sancite le norme che ne regolano la democrazia interna e viene
disegnato l’impianto e il profilo del partito stesso. In questo senso è vitale
che sull’approvazione vi sia, come è stato in questo caso, un larghissimo
consenso, poiché ciò significa che, pur nella diversità di posizioni e percorsi
personali e politici che formano l’anima plurale del Pd, ogni parte, ogni
cultura, ogni posizione, ha accettato le regole del gioco e il “modo” del come
stare insieme e affrontare la dialettica interna”. Eugenio Marino brinda
all’approvazione dello statuto del Partito democratico per la Circoscrizione
Estera, un successo destinato a dare definitivo slancio al nuovo organismo,
basato su una impostazione federalista e sull’autonomia rispetto alla direzione
centrale. “Questo Statuto rappresentava per il PD all’estero, la prima vera
prova di “maturità”, intesa come autonomia gestionale, crescita di coscienza
politica del partito, “prova del fuoco” del gruppo dirigente della
Circoscrizione estero in rapporto a quello nazionale italiano – spiega Marino,
che in qualità di responsabile del coordinamento aveva redatto la bozza poi
approvata con qualche piccola variazione –
Lo dico perché, fino a oggi, abbiamo rivendicato nei confronti del
gruppo dirigente nazionale e sulla base di importanti e ripetuti risultati
elettorali, una forte rappresentanza negli organismi dirigenti nazionali,
autonomia politica e organizzativa, legittimazione dal basso e dall’alto, in
virtù proprio della coscienza che avevamo del fatto di essere una struttura
elettoralmente forte, politicamente matura e innovativa”. Con l’approvazione dello Statuto, il Pd estero
secondo Marino coglie un risultato di vitale importanza. “L’approvazione di uno
Statuto autonomo, di impianto federalista, capace di coniugare raccordo
generale e flessibilità territoriale insieme con la capacità di comprendere
innovazione politica, organizzativa e tecnologica, dimostra che il Pd nella
Circoscrizione estero starà a tutti gli effetti e con piena legittimità nel
Partito Democratico e nei suoi massimi organismi dirigenti. Tanto per fare un
esempio, avremo ben quattro rappresentanti, uno per ogni Ripartizione, nella
Direzione nazionale del PD eletta venerdì scorso”. Da ‘genitore’ del nuovo testo,
Marino non può che essere soddisfatto perchè “il mio lavoro è stato apprezzato,
così come è stato apprezzato e riconosciuto il mio sforzo di ascolto. Ho sempre
interpretato il mio mandato, infatti, non con un ruolo di indirizzo, ma di
sintesi. E il fatto che, dopo la discussione di sabato, nella votazione finale
dell’intero articolato non vi sia stato nessun voto contrario, dimostra che
quella era la strada giusta e quanto sia politicamente importante l’esito
raggiunto. Ora, scritte le regole, bisogna mettersi al lavoro, “alla
costruzione e al radicamento dei circoli, attraverso il ritorno alla politica,
quella alta, fatta soprattutto di contenuti. Occorrerà ripartire dalla capacità
di fare opposizione a questo Governo che sta mortificando gli italiani
all’estero e la loro rappresentanza, con promesse elettorali non mantenute, con
tagli alle politiche verso le nostre comunità all’estero, con la sottovalutazione
del ruolo delle nostre comunità nel mondo. Dovremo subito dimostrare di saper
essere una seria alternativa a questa maggioranza, di saper produrre politiche
forti e utili non solo alle nostre comunità, ma all’intero Paese. In questo senso reputo un primo importante
passo l’iniziativa che faranno il primo luglio i nostri parlamentari del PD con
importanti esponenti del Governo ombra sulle politiche della sicurezza. A questa iniziativa gli eletti all’estero
porteranno l’importante esperienza dei propri paesi di provenienza e daranno un
importante contributo su questioni che riguardano l’Italia tutta e non solo gli
italiani all’estero. Una giornata di riflessione e proposta politica dei nostri
parlamentari alla quale dovranno seguirne altre, anche su altri importanti
argomenti, in Italia come all’estero e dei Parlamentari come del Partito”.
(Sis)