Roma, 24 giu – “Per dirla in breve, prosegue il Segretario Generale del CGIE, si tratta dei più anziani, ovvero di coloro che sono nati in Italia ed hanno vissuto alcuni anni della loro vita nel nostro Paese, dei giovani e degli interventi connessi con il sistema scolastico e di promozione della cultura italiana all’estero, di cui sono i primi fruitori. Non dimenticando la penalizzazione degli imprenditori italiani all’estero, cioè il futuro dei rapporti economici del nostro Paese con le comunità italiane oltreconfine e con le stesse leadership locali”. “Condividiamo, naturalmente con il Sottosegretario Mantica uno dei punti fermi dell’intervento governativo sul quale si spendera’ l’impegno dello stesso Sottosegretario: la Conferenza dei giovani italiani o di origine italiana all’estero”. Della quale l’esponente del Governo ha anticipato la messa a punto in questi giorni del decreto di indizione per il mese di dicembre.” “In questo senso, conclude Carozza, il CGIE e’ pronto a proseguire nel cammino gia’ intrapreso per il futuro delle nostre comunita’, anche se ritiene che i limiti imposti agli interventi nei confronti degli italiani nel mondo mal si concilino con un’ampia e diversificata platea presente nei cinque continenti”.
(Sis)