Roma, 25 giu – “Dobbiamo porre fine ad una situazione in cui figli di italiani residenti all’estero sono costretti a portare in Italia un altro cognome rispetto al loro paese di residenza. Un essere umano ha un solo cognome e un cittadino italiano residente all’estero non può essere costretto dallo stato italiano a cambiare il suo cognome a causa del suo passaporto italiano”. Con queste parole Laura Garavini (Pd) chiarisce il contenuto dell’interrogazione presentata in merito ai cognomi di figli, firmata anche dagli altri deputati Pd all’estero Gino Bucchino, Gianni Farina, Marco Fedi, Franco Narducci e Fabio Porta. “Ho ricevuto tante lettere di donne italiane residenti all’estero che non capiscono – e io aggiungo: giustamente non capiscono – perché sono costrette dallo stato italiano a registrare all’anagrafe italiana i loro figli con un cognome diverso rispetto a quello scelto all’anagrafe del paese di residenza”, dice la Garavini. Queste donne hanno usufruito di una legislazione moderna nei loro paesi di residenza, in virtù della quale i genitori possono scegliere liberamente se attribuire ai figli il cognome del padre o della madre.
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