Roma, 25 giu – “La cultura dà un’anima un po’ più umana alla globalizzazione”, perché “avvicina i popoli”. Ha esordito così il vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera, Franco Narducci, portando il saluto della Commissione stessa alle personalità riunite nella sede romana della Società Dante Alighieri in occasione della presentazione delll’accordo firmato lo scorso 27 marzo dal presidente dell’Ice, Umberto Vattani, e dal presidente della Dante stessa, Bruno Bottai, per la realizzazione del Progetto “Formazione e assistenza tecnica alle Pubbliche Amministrazioni balcaniche nel settore dell’internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese”. Narducci ha lodato l’iniziativa definita “concreta” in un momento in cui “si dibatte sul futuro dell’Europa a partire dal Trattato di Lisbona e dal Processo di Barcellona la cultura riesce ad avvicinare i popoli per costruire un’Europa che sia non solo area di benessere economico ma anche un’area di vivacità e crescita culturale in grado di riscoprire le proprie radici per proiettarsi nel futuro”. Questa iniziativa strategica, non solo per l’aspetto culturale ma anche per l’indubbio impatto politico economico, – ha proseguito Narducci – ci ricorda che l’Italia è un grande Paese, che ha un ruolo nel mondo e che ha fatto della cultura e della propria lingua un tramite per la pace, per ristabilire rapporti con gli altri Paesi”. Secondo il vice presidente della Commissione Esteri è questo “il messaggio forte” del progetto Ice-Dante, che coinvolgerà otto Paesi – Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Montenegro, Romania e Serbia – rappresentati oggi dai rispettivi ambasciatori.
(Sis)