Roma, 25 giu – Poi Franco Narducci ha affrontato la controversa vicenda Alitalia, sostenendo che “il Governo mira a guadagnare tempo e, con il prestito-ponte trasformato in patrimonio, ha immesso le risorse per far fronte al bisogno immediato di liquidità della compagnia, sottraendole inspiegabilmente al Fondo per la competitività e lo sviluppo e al Fondo per la finanza di impresa. Un Fondo, quest’ultimo, istituito per facilitare il compito delle imprese, soprattutto medie e piccole. Ma c’è da chiedersi che valore può avere tale operazione se non si ha la minima idea di un piano credibile di privatizzazione. Il Governo si è comportato in maniera avveduta con una strategia globale per risolvere il problema dei trasporti anche in una prospettiva europea non più ignorabile? Dove sono gli investitori italiani? E vale la pena rischiare una procedura di infrazione da parte della Commissione europea ai sensi dell’articolo 226 del Trattato che istituisce la Comunità europea per violazione della disciplina sugli aiuti di Stato, quando già si prefigura l’inefficacia del provvedimento che stiamo esaminando? In fin dei conti nel fallimento della Swiss Air, che è costato miliardi di franchi, alla fine la Swiss è stata comprata da Lufthansa per soltanto 340 milioni di franchi”. “Quanto meno – ha chiesto il deputato – si cominci a lavorare seriamente ad un piano fattibile di privatizzazione, affinché tutti possiamo essere coscienti di non sperperare inutilmente il denaro pubblico. Ce lo chiede il Paese e le tante famiglie di cui il Governo vuole difendere il potere d’acquisto salariale. Si dica finalmente, qui in Aula, davanti ai rappresentanti dei cittadini, come si intende procedere”.
(SEGUE)