Roma, 26 giu – “Dobbiamo tuttavia sgombrare il campo da due belle illusioni: che si possano ridurre i costi, e che sia possibile migliorare il “brand” Italia, senza migliorare il “prodotto” – conclude l’articolo Narducci – L’Istituto Cervantes spagnolo ha un finanziamento di 70 milioni di Euro annui contro i 21 dei nostri Istituti. Pur tra indubbie difficoltà, gli IIC costituiscono un punto di riferimento reale e concreto per la diffusione della nostra cultura umanistica e scientifica, come ben sa chi vive all’estero, e ad essi molto deve la promozione dell’Italia nel mondo. Sono tanti i Direttori di Istituto che a risorse limitate fanno corrispondere risultati eccellenti. Si abbia allora il coraggio di ammettere che il peggioramento del brand corrisponde ad un peggioramento del Paese reale, e si riparta da lì, ben consci che una riforma è buona se riesce a interpretare le esigenze reali che il Sistema richiede in un quadro definito di politica estera del nostro Paese. La diplomazia culturale deve allora riacquistare il ruolo primario che le spetta e deve riuscire a veicolare quei messaggi e quei valori propri della tradizione culturale italiana”.
(Sis)