Verona, 29 giu – Secondo la Fondazione Migrantes, “non si comprende, in particolare, perché le impronte digitali vengano prelevate soltanto ai minori di questa minuscola etnia Rom, quando proprio in questi mesi si è spesso informati di bande minorili italiane, che scorrazzano per le vie e parchi delle nostre città lasciando tracce di violenza non solo verbali. Tutti sono chiamati a vivere in una società basata sui principi della legalità e non vengono messe in discussione le sanzioni, valide per tutti coloro che escono dalla legalità. Il rischio è che l’adozione di misure severe abbia come diretto bersaglio solo alcune categorie come gli immigrati e i Rom che diventano facile capro espiatorio dei mali e dissesti della nostra società che hanno ben più profonde radici. Così non si tranquillizza la gente, non si smorza il clima di paura e di agitazione ma lo si rende ancor più incandescente. Ci stanno a cuore la sicurezza, l’incolumità e la privacy, allo stesso modo, dei Rom, dei Sinti, degli immigrati e quella di tutti gli altri cittadini – concludono i responsabili Migrantes – Siamo persuasi che l’esigenza profonda di tutti non sia lo scontro ma l’incontro nella comprensione reciproca, la pacifica convivenza nel rispetto della legge come pure nel rispetto di ogni persona”.
(Sis)