Roma, 4 lug – “Nessun singolo stato europeo tra dieci anni farà più parte del G8 – esordisce sul tema Mauro – ci saranno Stati Uniti, Giappone, Cina, Russia, Brasile, India. Ma ci potrebbe essere anche l’Unione Europea. Questo dovrebbe essere l’obiettivo, come quello – sul tema del ruolo internazionale – di ottenere come Europa un seggio al Consiglio di sicurezza dell’Onu” Per Zacchera la “direttiva per offrire la possibilità ai singoli Paesi, ove vi fosse accordo fra le parti sociali – di portare l’orario settimanale a 60 ore deve essere intesa come possibilità teorica”. Non è così morbido sul tema Narducci che pur affermando che “nemmeno la logica delle 35 ore alla WolksWagen era positiva ma immaginare la possibilità delle 60 ore è un paradosso. Specie – prosegue Narducci – in presenza di una grande mobilità dei lavoratori (c’è chi fa 200 km al giorno per recarsi sul posto di lavoro) che per il problema della formazione continua che il mercato del lavoro attuale richiede. A quel punto servirebbe ancora altro tempo da dedicare al lavoro. E il tutto in una fase in cui diminuiscono o sono assenti in alcuni Paesi ammortizzatori sociali e formazione per la ricollocazione di chi dal mercato del lavoro è espulso. Non è il numero di ore lavorate che aumenta la competitività – conclude Narducci – ma il capitale umano, l’innovazione, il sapere e la ricerca”.
(Sis)