Roma, 7 lug – Mediterraneo, istituti di cultura, made in Italy: anche su questi temi si è soffermato il ministro degli Esteri Franco Frattini in una intervista rilasciata a Dino Messina sul Corriere della Sera. “Noi possiamo offrire un importante contributo di carattere culturale e di dialogo con il mondo arabo. Con il ministro Bondi stiamo studiando un evento per coinvolgere i Paesi delle due sponde del Mediterraneo, con la Sicilia come terra simbolo della convivenza fra le tre grandi religioni monoteiste, l’ebraica, la cristiana e la musulmana”. Quattro anni dopo la prima esperienza alla Farnesina, nuove esigenze si sono poste in primo piano ma il ministro non ha rinnegato l’obiettivo che tanto scandalo fece fra i diplomatici della promozione del made in Italy. “Ho trovato una mentalità rinnovata, oggi non fa più scalpore dire che la rete delle ambasciate e degli istituti di cultura deve essere al servizio del sistema Italia, si tratti di promuovere un’opera d’arte o un prodotto della nostra industria”. Tra le prossime iniziative all’estero, una serie di concerti del grande violinista Uto Ughi, le mostre di Sebastiano del Piombo a Berlino, di Morandi a New York, i Macchiaioli in Giappone, e una grande esposizione itinerante sui Santi Patroni. Dove si troveranno le risorse per queste e per le altre mille iniziative? Frattini confida nella collaborazione del capitale privato. Il rilancio della nostra cultura all’estero dipende anche dal coordinamento degli interventi: in altre parole le Regioni e gli enti locali devono smetterla di far concorrenza allo Stato e «approfittare della grande rete di ambasciate e consolati al servizio del sistema Paese”. E il grido di dolore di Miracco, che ha lamentato per la sede di New York un contributo di soli 5oomila euro, pari a quello della Romania? “Sarei scorretto – conclude Frattini – se dicessi, per esempio: diamo altri due milioni di euro. Valuteremo dove risparmiare e dove distribuire le risorse. Certo, alle attività dei grandi istituti molto può contribuire la capacità di attrarre capitali privati”.