Berna, 8 giu – “E’ importante capire – prosegue Anna Ruedeberg Pompei – se esistono davvero dei consistenti risparmi economici per il MAE, se c’è davvero l’intenzione di potenziare quella che sarà la futura Cancelleria e soprattutto capire in base a quale criteri e con quale metro sia stata adottata una decisione così rilevante. Inutile nascondere che la scelta del MAE e del Governo appare affrettata e poco chiara agli occhi delle collettività italiane all’estero, che già devono fare i conti con i noti problemi di disorganizzazione e con gli incredibili e ingiustificati tagli alle risorse per gli italiani all’estero deliberati recentemente dal governo Berlusconi. E comunque una cosa deve essere certa: né il Ministero degli Affari Esteri né il Governo possono presentare scelte di tagli come semplici atti amministrativi da passare sotto silenzio e senza il coinvolgimento degli ambiti politici e istituzionali propri. Scelte di ridimensionamento di questo tipo sono atti politici e istituzionali specifici che vanno nella direzione dei tagli di bilancio nonostante vengano mantenuti inalterati privilegi antichi e sprechi inaccettabili. L’occupazione di domani, che avverrà non solo a Berna, capitale della Svizzera, ma contemporaneamente anche in tutte le sedi consolari e rappresentanze consolari italiane in Svizzera – conclude la Ruedeberg – , avrà un forte valore simbolico che, si spera, possa aprire quel dialogo che finora non è stato possibile intraprendere a causa dell’evidente mancanza di chiarezza da parte delle istituzioni. Noi siamo persone corrette, aperte e disponibili, ma se il dialogo chiediamo dovesse, e non certo per nostra responsabilità, venire meno, di una cosa è bene che si tenga conto: noi non abbasseremo l’attenzione e aumenteremo l’iniziativa politica e istituzionale”.
(Sis)