Roma, 9 lug – E’
di operatori in Italia con attività di export o attività all’estero: sono
infatti 34.788 e rappresentano il 6% del totale italiano. E’ questo il dato più
rilevante dell’indagine sul settore dell’export delle imprese italiane
presentata dal Gruppo Seat Pagine Gialle: la ricerca è frutto dei risultati del
sondaggio online delle Pmi europee sull’export integrati con l’analisi delle
consultazioni mondiali del sito www.europages.com, il più importante e completo
sistema di ricerca online di beni e servizi Business to Business a livello
internazionale e i risultati dell’analisi dei database informativi di Seat
Pagine Gialle. La sintesi di queste differenti analisi offre un quadro preciso
delle imprese italiane che esportano e delle imprese straniere che ricercano
beni e servizi in Italia, con un focus particolare sui mezzi più idonei per
promuovere il proprio business all’estero e sui punti di forza dei prodotti e
servizi esportati. Il sondaggio online sul comportamento delle Pmi europee ha
riguardato 3.438 aziende aventi un’attività all’estero, visitatori del sito
Europages. Si tratta di un’indagine importante per numerica e provenienza “paneuropea”
dei rispondenti, con più forte partecipazione di Italia, Francia, Germania e
Spagna. Dalla ricerca emerge una forte vocazione all’export sia in termini di
numero di aziende che di mercati coinvolti: chi esporta infatti tende a entrare
in più mercati, mentre invece l’azienda che importa si concentra su un numero
più ristretto di paesi.
Germania
esportatrici con un 70%, l’Italia invece, in contrasto con la media europea
(65%), registra la percentuale più bassa con un 61% di Pmi esportatrici. Dal
sondaggio è emerso inoltre che la qualità e il know-how sono gli elementi
principali su cui mirano più del 75% delle aziende europee. Il 65% delle
imprese esportatrici italiane infatti, punta soprattutto sulla qualità dei
propri prodotti e sull’esperienza maturata nel proprio settore di competenza
per emergere sui concorrenti, il 58% delle aziende tedesche invece si concentra
di più sull’unicità del prodotto esportato.
anche sui prezzi competitivi. Per le aziende esportatrici intervistate,
Internet è il mezzo più utilizzato per promuovere le proprie attività di export
all’estero (58%, valore identico anche per il mercato italiano). L’utilizzo del
proprio sito rimane il mezzo privilegiato per dare visibilità ai propri
prodotti e attività commerciali, lo ribadisce il 94% delle aziende europee
prese in considerazione con, al secondo posto, la pubblicità sui motori di
ricerca, mezzo scelto dal 25% delle aziende. Dietro
ed Emilia Romagna, mentre il Friuli è la regione che esporta maggiormente verso
i paesi extra UE, seguita da Toscana, Marche e Lazio. Dal punto di vista
settoriale la maggior parte delle aziende italiane che esportano fanno parte
del settore manifatturiero, seguito da commercio all’ingrosso e logistica. “I
risultati sull’utilizzo del sito www.europages.com – ha spiegato Antonio
Macrillò, direttore vendite per il mercato Italia Pmi e local di Seat Pagine
Gialle – confermano le potenzialità degli strumenti ad elevato contenuto tecnologico
per promuovere l’export. Sempre di più vi è la consapevolezza, tra aziende del
territorio, di quanto sia necessario utilizzare gli strumenti come quelli che
Seat mette a disposizione, per promuovere la propria offerta anche all’estero e
per trarre informazioni sul tipo di domanda presente sul mercato, ottenendone
dei vantaggi competitivi”.