Roma, 17 lug – “Nonostante il caro petrolio, il supereuro e certamente un quadro congiunturale internazionale molto difficile e che potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi, i dati Istat di oggi confermano l’ottima salute del made in Italy in Europa e nel mondo. L’exploit delle nostre esportazioni (+8,1% nei primi 5 mesi del 2008) ha permesso di ridurre il passivo commerciale (da 7,8 a 6,1 miliardi di euro), registrando un attivo record proprio con i paesi Ue per 1,7 miliardi, dove si concentra il 60% del nostro export”. È quanto afferma Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo Economico commentando i dati Istat. “Appare evidente – prosegue il sottosegretario – che con i consumi interni fermi, in maggio la contrazione su base annua è stata del 2,7% con una domanda di beni e servizi mai così bassa dal 1996, a salvare l’industria è proprio la forza del made in Italy sui mercati esteri. E, in particolare, il grande merito va ai settori manifatturieri, come dimostra il fatto che il surplus della bilancia commerciale al netto dei minerali energetici è stato nei primi 5 mesi dell’anno di ben 20,5 miliardi di euro in crescita di 7,9 miliardi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. “Per questo occorre una politica di sostegno all’export – continua Urso – e le misure prese dal governo e contenute nella Finanziaria vanno in questa direzione: testo unico del commercio estero, cabina di regia su internazionalizzazione, riforma enti (Ice, Simest, Finest) con l’obiettivo di ottimizzare le risorse per la promozione, missioni di sistema su asset e target specifici. Le nostre imprese sono state capaci di vincere la prima sfida della globalizzazione, quella delle selezione del mercato, ora si apre la seconda fase: se prima l’obiettivo infatti è stato vincere la gara dell’export, adesso è assolutamente necessario guardare all’internazionalizzazione. Bisogna investire di più all’estero, producendo nei mercati di sbocco, e allo stesso tempo bisogna attrarre maggiori investimenti esteri”.
(Sab)