Roma, 21 lug – Porta ha poi proseguito: “Vorrei esprimere in quest’aula il disagio, la rabbia e l’indignazione di quanti continuano a credere al grande ruolo dell’Italia a livello europeo ed internazionale; voglio farlo anche a nome dei nostri concittadini residenti all’estero, che da questa finanziaria non sono visti ne’ come oggetto di politiche specifiche, tantomeno – come avremmo voluto – come soggetto attivo fondamentale e strategicamente rilevante del rilancio della presenza italiana nel mondo e della relativa crescita economica del nostro Paese”. Per il deputato eletto in Brasile, “ridurre i fondi destinati alla nostra rete consolare, dimezzare le risorse per l’assistenza ai nostri connazionali indigenti che vivono all’estero, ridimensionare o eliminare i fondi per la formazione professionale, la diffusione della lingua, l’internazionalizzazione delle imprese, azzerare (o quasi) la nostra cooperazione allo sviluppo vuole dire non rispettare la storia ed il valore della nostra emigrazione, non conoscere la realtà e la dimensione della nostra presenza all’estero, ma soprattutto non capire come una delle chiavi per lo sviluppo futuro del nostro Paese passi dal rafforzamento e dalla qualificazione del ruolo internazionale dell’Italia e non dalla mortificazione degli italiani nel mondo o dalla riduzione drastica delle risorse destinate al Ministero degli Esteri.”
(Sis)